Orgasmo vaginale vs clitorideo

Dopo aver spiegato cosa è l'orgasmo e da quali fasi si compone, parliamo delle differenti tipologie con clitoride, vagina, vulva in generale ed utero. Notiamo subito una cosa: quante parti anatomiche ho citato? Persino l’utero! Ecco, da qui nasce gran parte del dilemma sull’esistenza o meno dell’orgasmo vaginale, se tutto sia a carico del clitoride e se esistono anche altri tipi “meno famosi”. 

Partiamo dall’inizio: il clitoride (o la clitoride, sono corretti entrambi i modi) è un organo che si trova a livello vulvare, al di sotto del monte di venere ed è appoggiato sulla sinfisi pubica e sulle branche ischiopubiche del bacino (quella parte del bacino osseo in cui si uniscono al davanti le branche di destra e sinistra). Non ha mille funzioni, ne ha una e ben precisa: è l’organo deputato all’orgasmo ed ha una ricca innervazione che lo rende possibile. In termini evoluzionisti l’orgasmo ha lo scopo di spingerti ad avere rapporti sessuali che ti porteranno ad avere una prole in modo da far si che quegli egoisti dei nostri geni possano diffondersi il più possibile (se questo è il prezzo da pagare, evviva l’egoismo dei geni!). 

Anche la vagina (il cui scopo è permettere la copula e permettere agli spermatozoi di raggiungere attraverso utero e tube l’ovocita maturo e altresì permettere il passaggio del sangue mestruale e del feto al parto) ha una ricca innervazione e potrebbe portare all’orgasmo anche se non è il suo scopo principale. Anche quella zona della vagina che corrisponde a grandi linee alla vescica è molto innervata, così come il perineo nel suo centro tendineo e l’ano. 

Fino a qualche anno fa i tipi di orgasmo femminili nel mondo scientifico erano… uno solo! Solo orgasmo clitorideo: avendo il clitoride una forma particolare che abbraccia la vagina, anche quelli percepiti come interni (e quindi orgasmi vaginali) erano da considerarsi a carico del clitoride. Poi qualcuno ha timidamente alzato la mano facendo notare come la vagina sia lunga 7 cm a riposo e il clitoride è a contatto solo con i primi cm all’ingresso ed abbiamo ricominciato a farci domande vista la complessità anatomica e funzionale molto alta, poco studiata e su cui non agisce solo la fisiologia, ma anche la psiche del soggetto.

Le domande ce lo siamo poste sia studiando ancora anatomia e fisiologia sia porgendole alle persone direttamente interessate: le donne e le persone con clitoride, vulva e vagina. Le risposte sono state molto interessanti: alcune percepivano orgasmi profondi, interni, senza alcun bisogno di contemporanea stimolazione del clitoride. Erano orgasmi diversi da quelli clitoridei per intensità e durata: gli orgasmi vaginali esistevano!

Poi qualche intervistata ha affermato che ne provava anche altri: alcune raggiungevano l’apice del piacere con la sola stimolazione dei capezzoli o con il sesso anale (davvero molto lontano dall’area di pertinenza del clitoride). Alcune trovavano estremamente piacevoli stimolazioni sulla parete anteriore della vagina, in prossimità della vescica con oggetti come sex toys o dita curvati verso l’alto o in particolari posizioni in cui il pene toccasse proprio quella zona.


Fino a qualche anno fa si riteneva che anche il collo dell’utero (quella parte di organo che aggetta in vagina e che si dilata durante il parto e su cui si esegue il Pap-test) aiutasse a raggiungere l’orgasmo e nel caso fosse necessario rimuovere chirurgicamente l’utero per patologie o prolassi lo si lasciava per mantenere una buona qualità della vita sessuale (oggi non si fa più).

Quindi esistono gli orgasmi vaginali e gli orgasmi clitoridei? Sì e ne esistono anche tanti altri, pur rimanendo sempre vera la differenza che esiste fra ogni persona. Alcune li proveranno entrambi o più di due, altre solo uno (solitamente quello clitorideo), altre nessuna (e se la cosa non ti disturba va bene). Le caratteristiche degli orgasmi saranno diverse, ma di solito chi prova due o più orgasmi di tipologie differenti li descriverà anche in maniera differente. Qual è la differenza tra orgasmo vaginale e clitorideo? Il primo è solitamente più intenso, profondo e di durata maggiore. E se non ne provi nessuno dei due o uno solo e tu volessi ampliare la rosa di scelta?

Sempre, sempre, sempre conoscenza. Di te, di quello che ti piace, del tuo corpo. Poi calma e niente fretta: esplora. Se senti di essere in tensione, cerca di capire il motivo e ricordati che puoi sempre rivolgerti a professionisti di ambito psicologico/sessuologico e fisico del pavimento pelvico. Parlane anche nel tuo gruppo di amici e con æ partner: avere la libertà di esprimersi, di parlarne è già metà dell’opera.

Articolo a cura di Silvia Boselli - Ostetrica esperta in riabilitazione del pavimento pelvico